Rendita catastale: revisione totale al Catasto

La Tasi e le imposte sugli immobili

La Tasi e le imposte sugli immobiliL’Agenzia delle Entrate è passata dalle parole ai fatti: una rendita catastale troppo bassa ha fatto scattare i controlli a tappeto in tutta Italia e i risultati non sono tardati ad arrivare. Le discrepanze maggiori si sono riscontrate nei cosiddetti “centri storici”.

In queste zone, abitazioni anche popolari aumentano esponenzialmente la rendita catastale: se in passato quella zone veniva considerata popolare, con il tempo questa ha assunto una rilevanza tale da aumentare il valore dell’abitazione.

Negli anni precedenti, questo “aggiornamento” non è stato effettuato: questo ha comportato un aumento nel prezzo di listino degli immobili, ma non un adeguamento della rendita catastale. I proprietari avevano doppio vantaggio: rivendevano a un prezzo più alto rispetto a quello di acquisto, ma pagavano le tasse sull’immobile come un’abitazione popolare.

A un controllo dell’Agenzia delle Entrate, non solo la rendita catastale risultava sospetta, ma anche l’arredamento: ville e villini, arredati con gusto, risultavano case popolari di categorie A4 e a A5. Sicuramente, in passato questi immobili appartenevano alle categorie riportate nei documenti del Fisco, ma nessuno aveva poi provveduto ad aggiornare i dati, causando quindi un gettito minore per lo Stato.

L’indagine dell’Agenzia delle Entrate ha fatto schizzare la rendita catastale totale del sistema Italia: gli immobili presenti sul territorio hanno una rendita catastale di 37 miliardi di Euro, tra abitazioni residenziali, uffici e locali pubblici. Dal conteggio sono stati esclusi gli immobili di proprietà dello Stato, che sono stati comunque valutati prima dell’introduzione della Tasi con ispezioni da parte di esperti dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo le ispezioni, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato autonomamente i documenti relativi alle abitazioni controllate: il risultato è stato un aumento esponenziale di ville e villini (con conseguenti aumenti delle rendite), mentre si sono ridotte drasticamente le abitazioni ultra-popolari, con le quali era stato possibile evadere il Fisco in più di un’occasione.

I nuovi controlli a tutela dei cittadini hanno evidenziato un’Italia ben diversa da quella che ci aspettavamo: tantissime le abitazioni che non risultavano assolutamente al Catasto, per la mancata registrazione al termine dei lavori di realizzazione delle strutture (in parte anche abusive). L’Agenzia delle Entrate ha diramato per ora i dati del 2013, ma i controlli ora saranno più frequenti, per poter garantire un confronto incrociato dei dati.

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