Anche Coldiretti sostiene la pizza napoletana per l’Unesco

La vera pizza napoletana

La classica pizza napoletana, quella che riesce a soddisfare i palati di tutti, purtroppo si sta trasformando in un cibo tutt’altro che sano, e soprattutto gli ingredienti che vengono utilizzati, invece che essere salutari e prodotti secondo la tradizione, vengono prodotti seguendo delle altre regole che, di fatto, rendono meno gustosa e salutare la pizza.

Secondo una recente ricerca infatti, pare che la pizza che viene gustata sia ricca di ingredienti che provengono da tutto il mondo: sugo brasiliano, farina francese e olio spagnolo, realizzati con dei procedimenti che sono tutt’altro che salutari, sono gli ingredienti che vengono utilizzati anche in Italia per produrre quel cibo tango gustoso e affascinante conosciuto appunto come pizza.

 Pizza patrimonio UNESCO

Ma il dato allarmante consiste nel fatto che la mozzarella, che viene utilizzata come condimento, non può essere nemmeno definita come tale: questo per il semplice fatto che questa non deriva dal latte, ma dei procedimenti industriali che non coinvolgono l’ingrediente principale della mozzarella, ovvero il latte, ma altri di diverso tipo.

Questo, secondo la Coldiretti, che è scesa in campo per difendere e tutelare la pizza napoletana sia in Italia che in tutto il mondo, è un paradosso: questo perché gli stessi inventori della pizza, ovvero gli italiani, utilizzano tutta questa serie di ingredienti per poterla preparare, tralasciando dunque il procedimento classico e l’utilizzo di ingredienti sani per un modo di procedere tutt’altro che salutare.

Per tutelare l’identità della pizza, ed evitare dunque che questa continui ad essere preparata con degli ingredienti potenzialmente dannosi, la Coldiretti ha deciso, assieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, di aderire alla petizione per proporre la pizza per come bene immateriale dell’Unesco, in maniera tale che questa possa essere di fatto tutelata contro i continui abusi, ovvero contro l’utilizzo di ingredienti poco sani.

Facendo diventare la pizza patrimonio nazionale, la Coldiretti e tutte le altre associazioni, che si stanno battendo per far sì che la pizza venga riconosciuta dall’Unesco, sarà anche possibile evitare furti d’identità, ovvero sarà possibile evitare che la pizza venga riconosciuta come specialità ideata da altri paesi, cosa accaduta in passato con altre pietanze.
Ricordiamo che il promotore ufficiale di questa proposta è stato l’ex ministro dell’agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio, che come si legge sul blog di Checco Pizza.com, ha avviato una vera e propria petizione sul famoso sito Change.org per poter presentare la proposta all’Unesco e farla diventare realtà.

Inoltre, riuscendo a far diventare la pizza patrimonio nazionale, sarà anche possibile evitare che vengano utilizzati degli ingredienti non italiani per la preparazione della stessa, imponendo dunque il rispetto del procedimento, salutare e genuino, che riguarda appunto la preparazione della pizza napoletana.

E’ anche bene sottolineare che qualora la pizza entrasse a far parte dell’Unesco e dei suoi patrimoni, i consumatori potranno conoscere l’origine e la provenienza degli ingredienti che vengono utilizzati per preparare tale pietanza.

Per la Coldiretti e le altre associazioni si tratta di una nuova sfida utile per rendere l’Italia più importante ed un suo patrimonio, così come viene vista la pizza, tutelato sotto ogni punto di vista: già nel 2010 la pizza divenne Specialità garantita dall’Unione Europea, ed ora si ha l’intenzione di rendere la pizza più importante a livello mondiale e riconosciuta come specialità italiana.

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