TASI 2014: il pagamento della tassa sulla casa

La Tasi e le imposte sugli immobili

La Tasi e le imposte sugli immobiliIl governo ha da poco istituito questa nuova TASI, la tassa sui servizi indivisibili. Conosciamo i particolari di questa imposta, come calcolarla e le detrazioni possibili. La TASI, per tutti i cittadini italiani è arrivata come un fulmine a ciel sereno. L’abilità dei Governi che si sono succeduti nel gestire l’argomento tasse sulla casa è stata abbastanza discutibile. Dopo un balletto di diverse strane sigle quali IMU, IUC, TUC e altre, ora tutti cittadini italiani che hanno una residenza, si ritrovano a dover pagare questa nuova tassa.

In realtà si tratta di un’imposta che comprende la liquidazione di tutti i servizi amministrativi pubblici come la luce nelle strade ed il decoro in genere. Questa tassa però ha in realtà aumentato il costo della vita, ed in effetti è stata introdotta in una maniera tutt’altro che semplificata.

Il Calcolo della TASI

La TASI in effetti deve essere calcolata in base a dei criteri ben precisi, che però variano da un nucleo familiare ad un altro. In base ad alcuni dati che devono essere rilevati a priori, la TASI può assumere costi e percentuali diverse. Ad esempio uno dei dati che influisce di più sulla cifra finale che i cittadini vanno a pagare all’amministrazione locale, è sicuramente la rendita catastale.

Online è possibile trovare dei servizi che vi aiutano, sia a fare il calcolo della TASI, sia a reperire i dati necessari. Ad esempio, il sito OkVisure permette il calcolo della rendita attraverso una visura catastale dell’immobile in possesso, permettendo di ottenere il dato della rendita in pochi minuti. La TASI però non tiene conto solo di questo dato. Ancora più complicata infatti è la questione percentuali e millesimi.

Ogni comune ha deciso (entro dei limiti stabiliti dal Governo) in che percentuale affittuari e proprietari devono pagare questa tassa. In pratica, sul totale del costo, parte spetta pagarla ai proprietari del bene, e parte agli affittuari. Ogni comune decide liberamente i millesimi e le percetuali da adottare.

Le possibili detrazioni sull’imposta comunale

Un altro discorso abbastanza contorto poi, è stato fatto con le possibili detrazioni. Il Governo, per agevolare le fasce deboli, ha deciso di inserire degli sgravi fiscali per coloro che vivono situazioni di disagio. Ogni comune decide anche in questo caso come adottarle, ed in che modo far risparmiare soldi ai propri cittadini.

La maggior parte dei comuni però, ha deciso di permettere le detrazioni in due modi. La prima permettendo degli sgravi attraverso il calcolo della rendita catastale e quindi calcolando l’effettivo valore dell’immobile, a la seconda, in base al numero di figli a carico del locatario. Per queste modalità ci sono state alcune proteste, ma sembrano essere le uniche due che verranno adottate.

Per maggiori informazioni comunque, vi invitiamo a consultare degli esperti, e rivolgervi agli sportelli del CAF (Centro Assistenza Fiscale) i quali potranno aiutarvi meglio a capire la vostra singola situazione.

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